

Sono don Filippo Lombardi, Delegato Diocesano per il Cammino Sinodale, e due laici, Vitalba Acquasanta e Giuseppe Longo, che rappresentano Matera-Irsina in questa assemblea nazionale. Poi, della Diocesi è anche presente don Pasquale Giordano, delegato dalla CEI.
In tutto 761 i delegati dalle 219 Diocesi italiane (sulle 226 totali) presenti a Roma. Accanto a loro, un gruppo di invitati dalla CEI, i rappresentanti della stessa CEI e i membri del Comitato Nazionale per il Cammino Sinodale. Prevalgono gli uomini (662), considerando la massiccia presenza di vescovi e presbiteri, ma la componente più forte è comunque quella del laicato (442).

Le ultime battute di un percorso durato quattro anni
Dopo la fase “narrativa”, la raccolta dei dati caratterizzanti le Chiese italiane (anni 2021-2022), e “sapienziale” (il discernimento di ipotetiche risposte all’attuale situazione ecclesiale, 2022-2023), la Chiesa Italiana è alle ultime battute della fase “profetica”: l’elaborazione di proposte pratiche perché la Chiesa possa essere segno profetico nella nostra nazione in questo momento storico.
Tre giornate di lavoro assembleare, dal pomeriggio di lunedì 31 marzo al mattino di giovedì 4 aprile, tra Aula Paolo VI per le assemblee plenarie, Basilica di S. Pietro in Vaticano per le celebrazioni e Hotel Ergife per il lavoro in piccoli gruppi, che hanno visto in sostanza l’analisi di 50 proposizioni elaborate sulla base delle proposte emerse in occasione dell’Instrumentum Laboris della scorsa Assemblea di novembre.

“Perché la vostra gioia sia piena”
In linea con il tema del “gaudium” che è la cifra distintiva del pontificato di Francesco – ha sottolineato il Card. Matteo M. Zuppi, presidente della CEI nell’introduzione all’Assemblea – è questo il titolo delle proposizioni poste all’attenzione dei partecipanti, che hanno avuto il compito di ordinarle per rilevanza, proporvi degli emendamenti e, infine, esprimersi con lo strumento del voto sulla versione definitiva delle stesse.
Tutti i partecipanti, attraverso il QR Code riportato sul badge, hanno accesso a un app che consente di esprimere di volta in volta le votazioni e di prenotarsi per un intervento.
A proposito di interventi, sono state critiche le considerazioni espresse sulle proposizioni nella riunione plenaria in aula Paolo VI nella mattina di martedì: chi richiedeva formulazioni più efficaci delle proposizioni che sintetizzano i rilievi espressi rispetto allo strumento di lavoro, chi un maggiore coraggio di espressione… Ecco la decisione sorprendente di un aggiornamento dell’Assemblea al 25 ottobre 2025.
Per far scorrere la parola di Dio nelle vene della società, nei pensieri, nelle discussioni, nelle parole dei contemporanei, nella vita delle persone e della cultura.
Queste le parole del card. Matteo M. Zuppi nel saluto di lunedì pomeriggio di introduzione alla tre giorni.


È stato poi il lavoro per “piccoli gruppi”, a loro volta suddivisi in sottogruppi di 5-6 elementi, di martedì pomeriggio e mercoledì mattina nelle aule dell’Ergife che, assieme alla definizione della priorità delle proposizioni, ha cercato di apportare qualche correttivo alle stesse. Un lavoro svolto secondo il metodo della “conversazione nello Spirito”.
La commissione del sinodo ha passato a lavoro la notte tra ieri 2 e oggi 3 aprile per recepire tutte le integrazioni e gli emendamenti apportati da ogni gruppo: l’ultima mattinata di assemblee, quella odierna, viene così dedicata alla presentazione del testo e all’approvazione delle singole proposizioni. Quelle approvate verranno consegnate al Consiglio Episcopale Permanente della CEI come guida per la vita delle Diocesi.
Il “Giubileo dei delegati”
Molto apprezzato il momento giubilare mercoledì 2 aprile pomeriggio, costituito da un primo momento di ascolto di testimoni di speranza (don Claudio Burgio, la mamma di Samuel Basso e una coppia missionaria) e poi dalla celebrazione vera e propria. E’ stato il card. Matteo M. Zuppi, presidente della CEI, in vece di Papa Francesco, in convalescenza che l’ha presieduta: il popolo dei delegati si è spostato processionalmente dall’Aula Paolo VI alla Porta Santa della Basilica di S. Pietro. Dopo il canto dell’inno che ha consentito a tutti di prender posto si è recitato il simbolo niceno-costantinopolitano e si è pregato secondo le intenzioni del Papa. A seguire, la S. Messa presieduta da mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Un’occasione di arricchimento
L’Assemblea Sinodale è sempre luogo di arricchimento, di conoscenze e di confronto con Chiese diversissime, se pure appartenenti allo steso Paese, oltreché un luogo dove ciascuno – a questo è primariamente deputata l’assemblea sinodale – abdicando al proprio particolare, si rende portavoce, ha sottolineato nell’introduzione ai lavori Mons. Erio Castellucci, presidente del Comitato Nazionale per il Cammino Sinodale, di quel “sensus Ecclesiae, figlio del sensus fidei, facendosi rappresentante di comunità umili”, mettendo a frutto l’esperienza e la sensibilità maturate nell’ordinarietà della vita ecclesiale e – perché no? – la capacità di ascolto dello Spirito.

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